Le Certificazioni di Inglese

Che differenza c’è tra un certificato di partecipazione o di frequenza e una certificazione di lingua inglese? Fate attenzione: questo è un argomento molto importante e la distinzione tra i due è più che uno “spaccare il capello in quattro”.

Alcuni corsi di inglese e non poche scuole offrono, nella quota di partecipazione, un attestato da conferire a ciascuno studente al termine di un insieme di lezioni. Questo “attestato” se proprio vogliamo andare a fare pignoli, da un punto di vista del riconoscimento internazionale vale pressoché zero; in realtà, sarebbe meglio che questi attestati venissero inviati per e-mail, così almeno si salverebbe qualche foresta.

Ma perché diciamo questo? In realtà, come spiega il termine stesso, un attestato serve appunto per attestare che una persona ha preso parte a delle lezioni. Che poi questa persona durante il corso abbia studiato, sia stato su Facebook o sia uscito a fare un giro poco importa; ciò che conta, in questo caso, è che sia stato presente alla lezione. Ovviamente i toni qui sono un pochino esagerati, ma era giusto per rendere l’idea.

Certificazioni Inglesi

Certificazioni Inglesi

La questione è che c’è una grande differenza tra un attestato di una certificazione linguistica di inglese come ad esempio lo IELTS o il TOEFL. Quando si parla di certificazioni, in realtà, non è mai importante sapere come uno studente è arrivato a conoscere la lingua; ciò che conta è che lo studente sia preparato e che raggiunga perlomeno un livello X, per mezzo di esami scritti e orali e secondo descrittori riconosciuti in maniera internazionale e validi per tutti.

Nel Regno Unito, ad esempio, si accettano solamente studenti che siano in regolare possesso di una certificazione che attesti la loro conoscenza su un livello pari al B2 o al C1, dipendentemente da quanto è selettiva una università.

Come accennavamo prima, lo studio per sostenere quest’esame può avvenire sia in maniera autonoma, sia per mezzo dell’accertamento docenti (in realtà ultimamente si sta diffondendo anche la pratica di imparare le lingue on-line).

Il costo per sostenere questo test dipende un po’ sia dal livello dell’esame sia dall’ente che si incarica di certificare il livello degli studenti; però, potremmo dire che per sostenere un esame di livello medio-alto ci si potrebbe aspettare di estendere all’incirca € 150.

Buono studio!

Che cosa sono i Fillers in Inglese?

Per imparare l’inglese, di solito una buona norma è quella di ascoltare dei dialoghi in lingua originale, e uno dei modi più divertenti è sicuramente quello di guardare dei film. Quasi tutti hanno visto almeno una volta visto il film Pulp Fiction di Quentin Tarantino: una scena in particolare ha fatto la storia di questa pellicola – e del cinema degli anni Novanta: la conversazione tra Uma Thurman e John Travolta prima della cena al ristorante, culminata poi con il famoso duetto ballato sulle note di You Never Can Tell di Chuck Berry. “Non odii tutto questo?” Chiede Mia, alisa Uma Thurman. “Tutto questo cosa?” Risponde Vincent / Travolta. “I silenzi che mettono a disagio.” Chiosa Mia Wallace.

La conversazione orale è immediata e per questo ha bisogno di riempire i silenzi usando con frasi e parole che magari, da un lato, non hanno molto significato, ma dall’altro hanno proprio il ruolo di colmare degli spazi vuoti.

Questo tipo di considerazione è adatto in modo particolare per certe culture, come spiegato dall’esperto di lingua inglese e di comunicazioni interculturali Richard Lewis . In oriente, invece, si enfatizza molto il ruolo del silenzio, in ragione del fatto che una risposta che segue a una riflessione silenziosa mette in mostra il rispetto per l’acutezza della domanda. Nella società odierna, tuttavia, i cui ritmi sono velocissimi e ci si attende spesso che a una domanda segua immediatamente o quasi una risposta. A volte, però, la risposta non è già ben chiara e abbiamo bisogno di guadagnare un po’ di tempo. A venire in nostro soccorso arrivano i fillers, parola con la quale ci si riferisce alle espressioni che colmano i silenzi e gli spazi vuoit. To fill è un verbo noto agli studenti di inglese, che in molte occasioni si trovano a svolgere una tipologia di esercizi chiamata Fill in the gaps.

Imparare l'Inglese Grazie ai Silenzi

Imparare l’Inglese Grazie ai Silenzi

Erm, All right, Right, You know, Well, I mean, You see sono tra i fillers più usati. Sebbene, essi non abbiano grande rilevanza dal punto di vista del contenuto, è però altresì necessario conoscerli e capire quando il nostro interlocutore li sta usando. Tra l’altro, i fillers non esistono certo soltanto in inglese. In tedesco abbiamo also, doch, weisst du, in italiano “ehm”, “sai,” “appunto” e così via.

Si tratta di dettagli dei quali bisogna essere consapevoli: fa parte del nostro percorso di apprendimento dell’inglese.

Comunque, se volete maggiori informazioni e trucchi su come imparare l’inglese potete provare a seguire questo link

Imparare l’inglese….passando per il latino

Che ci fa un pezzo sul latino su un sito con consigli preziosi per le persone che desiderano imparare l’inglese? In breve, si potrebbe dire che il latino è uscito dalla porta vestito da inglese ed è ritornato dalla finestra nel suo paese natio, l’Italia. Succede così che, quando proviamo a fare sfoggio della nostra dizione inglese che ci fa sentire international (parola, guarda un po’, di origine latina) e quando ci riferiamo ai mass media nella nostra lingua, con la pronuncia English (“midia”), ci dimentichiamo che in realtà entrambe le parole provengono dal latino.

Imparare l'Inglese

Imparare l’Inglese

Similmente a media, un altro termine inglese ormai molto comune nella nostra vita quotidiana è computer.

Era quello che Bill Gates voleva: portare un PC in tutte le case. Nonostante, però, l’uomo di Microsoft abbia esportato i computer in tutto il mondo, non si può omettere che il termine proviene dal verbo latino computare… E nemmeno se si antepone l’aggettivo personal (dal latino persona) si potrà nascondere l’anima latina dei PC.

Degno di nota è anche l’esempio di tutor, letto alla maniera “britannica” “tiuto” ( /ˈtjuː.tə/ ). Non è raro ascoltare pronunce italiane che, stravolgono la pronuncia corretta inglese rischiando di trasformare la parola in “ciuccio”…

Tornando al campo dell’informatica, vediamo la parola server, anch’essa entrata da tempo nel nostro lessico quotidiano. Sapete qual è la sua origine? LA parola proviene da quella latina servire o dal nome comune servus.

E’ molto interessante che molte parole inglesi del lessico tecnologico/informatico italiano siano di origine latina. Significa che la modernità attinge con forza nell’antichità: that’s brilliant!

Le persone che vogliono abolire il latino come materia di studio, definendolo “vecchio”e “inutile” dovrebbero riconsiderare questa opinione e apprezzare quanto la conoscenza del latino possa avere un ruolo importante per imparare l’inglese. Va bene, è giusto includere i nuovi media tra le materie scolastiche, ma il latino fa parte della nostra storia e del nostro patrimonio culturale e per avere un’idea del nostro futuro è altresì importante capire come siamo arrivati fino a qui e adesso…

Ad ogni modo se voleste approfondire ancora un po’ l’argomento, vi consigliamo di andare a dare un’occhiata qui. Il sito è sicuramente pieno d utili consigli per tutte quelle persone che decidono di cimentarsi nello studio di questa lingua meravigliosa. Ricordate anche una cosa molto importante. Per raggiungere un livello buono in inglese non serve alcuno sforzo particolare. Imparare l’inglese in maniera tale da poter comunicare con i nativi anglofoni è uno sforzo sicuramente alla portata di tutti. Naturalmente però, per avere una conoscenza più approfondita è necessario dedicare allo stuio molto tempo e molto sfrozo, ma se vi troverete ad innamorarvi di questa lingua di sicuro per voi non sarà un problema, e i frutti li vedrete comunque presto.

 

Bene, per adesso è tutto! Mi raccomando continuate a seguirci. Buon inglese a tutti!